
Donazione multiorgano al Santa Maria Goretti di Latina: cuore, fegato e reni donano speranza
All’Ospedale Santa Maria Goretti di Latina è stato effettuato un prelievo multiorgano che ha coinvolto cuore, fegato e reni, grazie al gesto di profondo altruismo da parte dei familiari della donatrice, deceduta per una grave emorragia cerebrale.
Il cuore è stato trasferito a Bari, mentre fegato e rene sono stati destinati rispettivamente all’Umberto I e al Policlinico Gemelli di Roma, dove i team trapianto erano già pronti per l’intervento.
L’operazione è durata circa quattro ore e ha visto la collaborazione di un’équipe multidisciplinare guidata dalla coordinatrice Antonella Melucci, con il supporto del blocco operatorio del DEA II e sotto la supervisione della direzione medica dell’ospedale.
La direttrice generale dell’ASL Latina, Sabrina Cenciarelli, ha dichiarato:
“La cultura della donazione degli organi rappresenta uno dei più alti esempi di solidarietà umana e di civiltà sanitaria. Donare significa offrire una seconda possibilità di vita a chi non ha alternative terapeutiche, trasformando un gesto individuale in un bene collettivo di straordinario valore.”
Il contesto regionale e nazionale
L’ospedale Santa Maria Goretti svolge un ruolo rilevante nella rete trapiantologica laziale.
Negli ultimi anni, sono aumentati i prelievi multiorgano in risposta a un potenziamento dell’organizzazione interna e della sensibilizzazione sul tema della donazione.
Secondo i dati più recenti, nel 2023 la Regione Lazio ha registrato 446 trapianti, con un incremento del 14 % rispetto all’anno precedente. Di questi, 201 erano trapianti di fegato, 214 di rene, 20 di cuore, 4 di polmone, e 7 trapianti combinati rene-pancreas.
La rete regionale ha gestito anche 1.323 offerte di organi attraverso il Centro Nazionale Trapianti e programmi di cooperazione internazionale.
Secondo il Centro Nazionale Trapianti (CNT), istituto che coordina a livello nazionale la rete trapiantologica italiana, la donazione è regolata da precisi principi di sicurezza, equità e allocazione degli organi nei diversi programmi (urgenza, pediatrico, iperimmuni, cross‑over rene, etc.).
Il gesto che salva vite
Il gesto della donatrice e della sua famiglia si inserisce in un quadro più ampio di impegno civile: trasformare il dolore della perdita in un’opportunità di vita per altri.
Ogni organo donato può significare nuove speranze:
Il cuore ha permesso un trapianto urgente su un paziente in lista critica.
Il fegato, donato a un centro attrezzato, potrà dare una nuova funzionalità epatica.
I reni garantiranno una vita libera dalla dialisi a chi vive in attesa di trapianto renale.
La generosità della donatrice si traduce in atti concreti: doni di vita, salute e speranza.
Come si esprime la propria volontà
Per promuovere la cultura della donazione, è fondamentale che ogni cittadino conosca le modalità per dichiarare il proprio consenso o dissenso. In Regione Lazio, secondo la normativa vigente, si può esprimere la volontà:
– Presso l’ufficio anagrafe dei Comuni, al momento del rilascio o rinnovo della carta d’identità.
– Presso gli sportelli dedicati dell’ASL, compilando l’apposito modulo di donazione d’organi e tessuti.
– Tramite il tesserino del CNT o “tessera blu” del Ministero della Salute, o con una dichiarazione scritta da conservare tra i propri documenti.
Appello alla cittadinanza
La Rete Trapianti regionale e nazionale ha bisogno di consenso, consapevolezza e partecipazione. Le differenze territoriali nella donazione e le lunghe liste d’attesa per molti organi restano una sfida.
Con questo gesto al Santa Maria Goretti, Latina contribuisce attivamente a rafforzare la rete trapiantologica e dimostra che ogni comunità può essere protagonista della solidarietà. È un messaggio che invita tutti a riflettere: il sì alla donazione non è solo un atto personale, ma può essere un lascito che salva vite.
10 Ottobre 2025
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