ASSOCIAZIONI ADERENTI AL FORUM

CLICCA SULLE ICONE PER ACCEDERE AI SITI DELLE ASSOCIAZIONI

(in ordine alfabetico)

 

Associazione Malati di Reni

Lazio

Andip

Lazio

ANERC

Campania

ANTO

Lombardia

APRO

Sicilia

ASNET

Sardegna

ATO

Marche

ATO

Puglia

ATOM

Campania

ATTO

Toscana

Transpalant Sport Club

Sud Tirolo

 

“ La natura ha donato me solo a tutti gli altri e tutti gli altri a me solo” (L. A. Seneca)

 

14 settembre 2013 Senato della Repubblica l'11 settembre scorso è stata presentata una interrogazione sulla sospensione dell'erogazione degli alimenti aproteici in Campania e sull'inserimento degli stessi nei LEA. Quattro i firmatari:

Maria RIZZOTTI Vicepresidente della 12ª Commissione permanente (Igiene e sanità);

Laura BIANCONI; Luigi D'AMBROSIO LETTIERI; Vincenzo D'ANNA componenti della 12ª Commissione permanente (Igiene e sanità);

Ecco il testo dal sito del Senato:

Legislatura 17ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 099 del 11 settembre 2013

RIZZOTTI, BIANCONI, D'AMBROSIO LETTIERI, D'ANNA - Ai Ministri della salute e per gli affari regionali e le autonomie - Premesso che:

attualmente l'erogazione dei prodotti alimentari aproteici, destinati ai pazienti affetti da insufficienza renale cronica in terapia conservativa, non è ancora contemplata nell'ambito delle prestazioni incluse nei livelli essenziali di assistenza (LEA);

recenti studi hanno confermato l'efficacia della terapia dietetica nutrizionale per tali pazienti, rispetto all'entrata in dialisi;

garantire a chi è affetto da grave patologia renale un mese di alimentazione aproteica costa alla sanità pubblica 120 euro, a fronte dei 3.000 euro di un mese di trattamento in dialisi;

a fronte di tali evidenze, negli ultimi anni, tutte le Regioni hanno posto in essere delibere specifiche, misure ad hoc e/o variazioni di capitoli di spesa, finalizzati all'erogazione gratuita dei prodotti alimentari aproteici, nell'interesse e a tutela dei pazienti;

l'erogazione a carico del Servizio sanitario regionale è, ad oggi, garantita da tutte le Regioni, ad eccezione della Campania, soggetta a piano di rientro dal deficit sanitario e, pertanto, nominalmente priva dei fondi necessari alla dispensazione;

da stime attendibili, i pazienti residenti in Campania che necessitano della terapia dietetica nutrizionale sono circa 3.000,

si chiede di sapere:

quale sia lo stato attuale della procedura di aggiornamento dei LEA e quale sia la tempistica per il completamento;

se nella ridefinizione dei LEA sia previsto l'inserimento dei prodotti alimentari aproteici necessari ai pazienti con insufficienza renale cronica e, in caso negativo, se il Ministro della salute non ritenga opportuno e necessario inserirli;

quali iniziative intendano intraprendere, di concerto con la Regione Campania, al fine di garantire ai pazienti campani gli stessi diritti assicurati in tutte le altre regioni, anche in una logica di evidente economia sanitaria, in funzione del ripiano del deficit della Regione Campania.   (4-00831)

(Il testo dell'interrogazione 4-00831)

 

(Il programma del convegno)

 

(L'articolo di Giuseppe Canu sulla rivista Aboutpharma dicembre 2012)

 

19 dicembre 2012 Quotidianosanità.it

Malattie renali. In Italia colpiti il 13% degli adulti. Terapia aproteica riduce del 31% rischio di morte

È uno strumento irrinunciabile per la terapia conservativa, costituendo il cardine per il controllo delle complicanze metaboliche. Un paziente in dialisi cronica costa al Ssn 50 mila euro l’anno. Se ne è parlato oggi al Senato in un convegno sui nuovi modelli sostenibili per questa patologia.

La patologia renale cronica tende alla progressione e spesso determina la necessità, per il paziente, del trattamento sostitutivo dialitico, con costi enormi in termini di peggioramento della qualità della vita ed economici. Un paziente in dialisi cronica costa al Ssn circa 50 mila euro l’anno, senza tener conto dei costi indiretti. Studi del Gruppo renale Cochrane hanno dimostrato la potenzialità della terapia dietetica nutrizionale aproteica nel rallentare la progressione della malattia: riduzione relativa del rischio di morte renale pari al 31%. Inoltre, numerosi studi hanno dimostrato il ruolo chiave della Tdn nel prevenire e/o controllare le alterazioni metaboliche e le complicanze cliniche. In Italia la distribuzione dei prodotti nutrizionali aproteici non è a carico del Servizio sanitario nazionale, dal momento che non è inserita nei Livelli essenziali di assistenza, e le Regioni quindi sono libere di scegliere se rimborsarli o meno ai pazienti. Si è parlato di questo oggi in Senato, nel corso del convegno promosso dall’Associazione parlamentare per la tutela e la promozione del diritto alla prevenzione, dalla Società italiana di nefrologia (Sin), dalla Società italiana di medicina generale (Simg), dal Forum nazionale delle Associazioni di nefropatici, trapiantati d’organo e di volontariato e da Cittadinanzattiva.

“È necessario riconoscere precocemente la patologia renale per limitare o ritardare l’ingresso in dialisi, ma anche per ridurre le possibili comorbidità che possono sorgere con l’evolversi della malattia stessa. Non solo prevenzione e diagnosi precoce, ma per l’insufficienza renale cronica l’alimentazione è fondamentale: ad esempio, con la terapia dietetica nutrizionale aproteica, non solo il paziente ne beneficia ma può far risparmiare al Servizio Sanitario Nazionale molti fondi utili, in un periodo di crisi come questo”. Ha tenuto a precisare Antonio Tomassini, presidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato e presidente dell’Associazione parlamentare per la tutela e la promozione del diritto alla prevenzione, aprendo il Convegno.

La Sin, insieme alla Simg, sta individuando nuovi percorsi diagnostico-assistenziali che costituiranno la base dei modelli gestionali, da declinare in funzione delle diverse realtà ed esigenze regionali. Inoltre la SIN ha recentemente pubblicato un documento con i suggerimenti di pratica clinica e di applicazione delle Linee guida per la terapia nutrizionale nell'Irc in fase conservativa.

“La terapia dietetica nutrizionale aproteica sarebbe opportuno venisse iniziata dai pazienti con Insufficienza renale cronica (Irc) fin dalle fasi iniziali (Stadio 3) della malattia così da controllare le numerose complicanze cliniche e metaboliche associate all’Irc –ha detto Giovanbattista Capasso, presidente della Società Italiana di Nefrologia - la terapia dietetica rallenta l’evoluzione della malattia renale cronica allontanando l’inizio della terapia dialitica e questo determina sia minori comorbidità al paziente e sia un risparmio di risorse, visto che il costo della terapia dietetica è di gran lunga inferiore a quello della dialisi”.

“Il coinvolgimento attivo dei medici di medicina generale nella diagnosi precoce e nell’identificazione della stadiazione dell’insufficienza renale cronica è assolutamente indispensabile, sempre in stretta e costante collaborazione con lo specialista, al fine di ottimizzare i percorsi diagnostico-terapeutici in termini di risparmio di risorse e maggiori benefici per i pazienti nefropatici”, ha spiegato Claudio Cricelli, presidente Simg.

Durante il Convegno sono stati resi noti i risultati di un recente studio, coordinato da Francesco Mennini, della Facoltà di Economia dell’Università di Tor Vergata, che hanno evidenziato come il crescente numero di dialisi si eviterebbe grazie all’incremento della popolazione trattata con la dieta ipoproteica, determinando dei risparmi sempre più consistenti nel corso degli anni: circa 35 milioni di euro a 3 anni, 160 milioni di euro a 5 anni fino ad arrivare a circa 500 milioni di euro a 10.

“Gli attuali Lea non prevedono l’erogazione a carico del Ssn degli alimenti aproteici che, di media per un mese di somministrazione costano 200 euro, e come ben si può comprendere non tutti possono acquistare. Vogliamo ricordare che un mese di terapia sostitutiva con la dialisi costa circa 3.000 euro, ed è facile immaginare a quanto possa ammontare il risparmio per il Ssn – ha concluso Giuseppe Canu, presidente del Forum nazionale delle Associazioni di nefropatici, trapiantati d’organo e di volontariato - le Regioni oggi erogano i prodotti aproteici a loro discrezione e la nostra preoccupazione è che se non verranno garantiti nei Livelli essenziali di assistenza, saranno libere di interrompere l’implementazione e la loro rimborsabilità”.

 

On. Luciana Pedoto

5 novembre 2012: L'Onorevole Luciana Pedoto torna sul problema dell’erogazione degli alimenti aprotieci e presenta insieme ad altri deputati una interrogazione al Ministro della Salute per chiedere se è previsto l’inserimento nei nuovi LEA (Livelli essenziali d’assistenza). Il testo dell’interrogazione numero 5/08379 a risposta in Commissione Politiche sociali:

"Al Ministro della Salute – per sapere – premesso che: il 23 aprile 2008, l'allora Presidente del Consiglio Romano Prodi firmò un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, concernente l’aggiornamento sui livelli essenziali di assistenza, LEA. Tuttavia tale decreto fu revocato in seguito a un rilievo mosso dalla Corte dei Conti: i nuovi livelli essenziali d'assistenza sarebbero costati circa 800 milioni di euro, su cui mancava la copertura economica; per questo motivo la definizione dei livelli essenziali d'assistenza è ferma al lontano 2001 e necessita, dunque, di un aggiornamento non solo funzionale, ma anche rispetto ai nuovi ed emergenti bisogni di salute della società italiana; l’attuale Governo ha dichiarato più volte l’intenzione e l’impegno per un aggiornamento dei Livelli essenziali d’assistenza; nella nuova definizione dei LEA andrebbe previsto l’inserimento dell’erogazione dei prodotti alimentari aproteici destinati ai pazienti affetti da insufficienza renale in terapia conservativa. Tali prodotti sono già inseriti nel citato decreto del 2008 per l’aggiornamento dei LEA (articolo 14, comma 5). L’alimentazione aproteica costituisce elemento indispensabile per la dieta dei malati di reni, e permette di ritardare l’ingresso in dialisi, incidendo in maniera positiva sulla qualità di vita dei pazienti stessi; garantire a chi è affetto da grave patologia renale un mese di alimentazione aproteica costa alla Sanità pubblica 120 euro, a fronte dei 2.500 euro di un mese di trattamento in dialisi; attualmente, i LEA non prevedono l’erogazione a carico del SSN di tali prodotti, ma negli anni quasi tutte le regioni, per venire incontro alle esigenze dei malati di reni hanno adottato provvedimenti per lì erogazione gratuita, che hanno risolto totalmente o in parte il problema: quale sia, allo stato attuale, l’iter ancora necessario affinché nel minor tempo possibile possano essere ridefiniti i nuovi livelli essenziali di assistenza , anche alla luce del decreto legge 13 settembre 2012 n. 158 e, se è previsto l’inserimento dei prodotti alimentari aproteici necessari ai pazienti con insufficienza renale."

(Il testo dell’interrogazione 5/08379)

 

26 ottobre 2012: Il Ministro della Salute Renato Balduzzi risponde alla lettera del Forum Nazionale. In sostanza si ritiene che gli alimenti aproteici servono per ritardare l’ingresso in dialisi, ma non ci sono i fondi stimati in 21 milioni di euro l’anno per erogarli a carico del Servizio Sanitario Nazionale pertanto, in attesa di tempi migliori, sarà difficile che verranno riproposti nei nuovi LEA, e quindi bene fanno le Regioni ad erogarli come “Livelli Ulteriori di Assistenza. Quale Presidente del FORUM “Ritengo che bisogna continuare la battaglia con una relazione ancora più approfondita, con dei calcoli ulteriori a quelli già presentati evidenziando il risparmio rispetto alla dialisi e non il maggior costo per l’acquisto". Giuseppe Canu.

(la lettera ricevuta dal Ministro )

 

Il Ministro Renato Balduzzi

27 luglio 2012: Il ministro della Salute Renato Balduzzi il 17 luglio scorso, durante un'audizione alla Commissione sul federalismo fiscale, ha promesso i nuovi Lea entro l'estate. Anche se, ha chiarito subito, parlare di nuovi Lea in riferimento all'elenco bloccato fino ad ora, è forse sbagliato, "i nuovi Lea, che non sono mai diventati efficaci, non sono più tanto nuovi e per questo mi riservo di fare una proposta nel corso dell'estate proprio in questa direzione". Primo obiettivo renderli più aderenti ai nuovi bisogni di salute e per farlo occorrerà "rendere più cogenti alcune indicazioni di appropriatezza, come quelle che vengono normalmente individuate per quanto riguarda le prestazioni di diagnostica strumentale".

Il Forum Nazionale, che da anni segue la vicenda, a seguito delle iniziative di singole associazioni aderenti scrive al Ministro e gli ricorda l'inserimento degli alimenti aproteici.

(la lettera inviata al Ministro )